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Le criticità della legge 68/99 sul collocamento delle persone con disabilità

Le criticità della legge 68/99 sul collocamento delle persone con disabilità

La legge 68/99, che regola il collocamento lavorativo delle persone con disabilità, necessita indubbiamente di un intervento volto a eliminare diverse criticità emerse negli anni, relative all’applicazione delle norme contenute nella legge. L’on. Patrizia Maestri, sempre sensibile a queste importanti tematiche, ha proposto un ordine del giorno (firmato anche dagli on. Giuseppe Romanini e Anna Giacobbe) che il Governo ha accolto in sede di approvazione del Jobs Act. Un odg che diventerà elemento di valutazione per l’Esecutivo al momento della stesura dei decreti delegati di attuazione della riforma del Lavoro.

Una iniziativa importante che l’Anmic non può che sostenere, sia a livello nazionale che locale: da tempo infatti l’Associazione si sta muovendo per sottolineare le criticità della legge e gli abusi che ne conseguono.

Nell’ordine del giorno, che potete leggere integralmente di seguito, l’on. Maestri sottolinea i principali campi di intervento da affrontare per riformare efficacemente la legge. Tenendo conto che tra i principi e i criteri direttivi cui il Governo è tenuto ad attenersi nell’esercizio della delega, sono indicati la razionalizzazione e la revisione delle procedure e degli adempimenti in materia di inserimento mirato delle persone con disabilità e degli altri soggetti aventi diritto al collocamento obbligatorio, per favorirne l’inclusione sociale, l’inserimento e l’integrazione nel mercato del lavoro, valorizzando le competenze individuali di ciascuno.
Sono perciò auspicabili interventi mirati:
– la rivisitazione della base dei lavoratori su cui vengono calcolate le quote di assunzione obbligatoria delle persone con disabilità,
– gli ambiti territoriali in cui scatta la sospensione di tali obblighi nel caso di apertura di procedure di mobilità (oggi la procedura di mobilità che interessi una qualsiasi sede dell’azienda fa scattare la sospensione dell’obbligo per tutte le sedi dell’azienda stessa)
– riformare il sistema sanzionatorio, aggravando le ammende per quelle aziende che eludono colpevolmente l’obbligo di assumere lavoratori disabili, al fine di recuperare risorse da destinare al fondo per la disabilità e ai progetti virtuosi di collocamento mirato, per sostenere la nascita e la diffusione di nuovi servizi su tutto il territorio nazionale.

(fonte: www.anmic-parma.com)

Clicca qui per leggere l’odg proposto dall’on. Patrizia Maestri

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